Prendiamo spunto da un interessante documento dell’ANP datato 20/5/2026, in tema di formazione obbligatoria sulla sicurezza del personale scolastico per formulare alcune osservazioni e proposte.
Il documento dell’ANP ha una sua logica pratica e nasce da un problema reale: i dirigenti scolastici sono formalmente “datori di lavoro” ai sensi del D.Lgs. 81/2008, ma non dispongono né delle risorse economiche né di un’organizzazione strutturata per garantire tempestivamente la formazione sulla sicurezza a tutto il personale, soprattutto supplente breve. Ciò detto, la richiesta contenuta nel documento “di introdurre, tra i requisiti necessari per l’inserimento nelle GPS e nelle graduatorie di terza fascia del personale ATA, il possesso dell’attestato di formazione generale sulla sicurezza, in coerenza con la natura di credito permanente della stessa come stabilito dall’Accordo del 17 aprile 2025” presenta delle criticità che di seguito poniamo in evidenza.
1. Si scarica sul lavoratore un obbligo del datore di lavoro. Trasformare l’attestato in requisito di accesso alle graduatorie significa:
· spostare costi e oneri sul lavoratore;
· creare una sorta di “patente preventiva” per lavorare;
· introdurre un requisito non professionale ma organizzativo.
Questo potrebbe essere contestato anche sul piano giuridico e sindacale.
2. Rischio di mercato delle certificazioni - Se la formazione sicurezza diventa:
· requisito GPS;
· requisito terza fascia ATA;
· punteggio implicito di accesso al lavoro,
si rischia immediatamente:
· proliferazione di corsifici;
· attestati acquistati;
· formazione solo formale;
· dumping qualitativo.
Esattamente come già avvenuto con molte certificazioni informatiche e linguistiche.
E paradossalmente:
· il DS si sentirebbe “coperto” documentalmente;
· ma la reale formazione potrebbe essere scarsissima e si rischierebbe di rendere "fittizia" la preparazione del personale scolastico su un tema così importante.
Dal punto di vista della sicurezza sostanziale, questo è un rischio serio.
3. Possibile discriminazione economica - Un aspirante docente (e magari poi anche ATA) precario dovrebbe:
· pagarsi il corso;
· farlo prima ancora di lavorare;
· rinnovare eventuali aggiornamenti.
Questo potrebbe diventare un ulteriore filtro economico all’accesso.
4. Non risolve davvero il problema delle responsabilità. Anche con attestato pregresso:
· il DS deve verificare validità e congruità;
· deve erogare la formazione specifica;
· deve assicurare informazione, addestramento e aggiornamento;
· resta comunque responsabile dell’organizzazione della sicurezza.
Quindi la “serenità gestionale” evocata dall’ANP sarebbe solo parziale.
La proposta dell’ANP è, comunque, il sintomo di un problema più grande: lo Stato ha trasferito sulle scuole responsabilità da “azienda strutturata” senza fornire:
· uffici sicurezza dedicati;
· fondi adeguati;
· personale tecnico;
· piattaforme nazionali centralizzate.
La vera soluzione probabilmente sarebbe:
· una piattaforma ministeriale unica;
· formazione generale centralizzata e gratuita;
· attestato digitale interoperabile;
· automatismo di riconoscimento tra scuole;
· catalogo nazionale sempre disponibile.
In pratica:
· non far pagare il lavoratore,
· ma nemmeno lasciare ogni scuola da sola.
Infine, manca completamente il punto di vista amministrativo-organizzativo delle segreterie scolastiche e dei DSGA:
· chi dovrà poi controllare migliaia di attestati?
· validarli?
· archiviarli?
· gestire equivalenze?
· verificare scadenze e aggiornamenti (già spesso lo facciamo)?
Anche questo diventerebbe lavoro amministrativo aggiuntivo.
Nelle osservazioni e proposte che precedono è evidente una chiara visione di sistema che il Ministro dell’Istruzione e del Merito dovrebbe prendere in seria e concreta considerazione.
Lì, 22.05.2026
IL PRESIDENTE
Giorgio germani