I CCNL DEL COMPARTO ISTRUZIONE E RICERCA DOPO LA RIFORMA BRUNETTA

Facciamo il punto

La riforma Brunetta ha imposto per legge una nuova configurazione dei Comparti e delle Aree di contrattazione collettiva nel pubblico impiego e stabilito una durata triennale (normativa ed economica) sia degli accordi quadro che dei CCNL.

Si è passati da 11 a 4 Comparti (la più parte dei dipendenti di diverse categorie) e da 8 a 4 Aree (i Dirigenti e in alcuni settori i professionisti iscritti agli albi professionali).

Ai 4 Comparti e relative Aree (Funzioni Centrali, Funzioni Locali, Sanità, Istruzione e Ricerca) si aggiungono il Comparto e l’Area della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Il Comparto Istruzione è quello più consistente in termini di quantità (oltre 1.200.000.000 il personale coinvolto) e di complessità (ben 4 sezioni: Scuola, Università, Enti di Ricerca, Accademie e Conservatori).

Dopo il blocco della contrattazione collettiva, anch’esso imposto per legge, relativo ai trienni 2010/2012 e 2013/2015, nel Comparto Istruzione e Ricerca abbiamo avuto i seguenti CCNL:

  • 19/4/2018 relativo al triennio 2016/2018;
  • 18/1/2024 relativo al triennio 2019/2021 preceduto da un accordo solo sul trattamento economico del 6/12/2022;
  • 23/12/2025 relativo al triennio 2022/2024 quasi esclusivamente sul trattamento economico, con alcune clausole sulle relazioni sindacali;
  • 1/7/2026 relativo al triennio 2025/2027 solo sul trattamento economico.

Non c’è un T.U. delle norme contrattuali vigenti come modificate nel tempo e restano in vita numerose clausole del CCNL 29/11/2007 relativamente all’allora Comparto Scuola.

Per chi deve applicare il CCNL (la parte datoriale), per chi deve beneficiarne, o subirlo (i dipendenti) e per chi deve concorrere alla contrattazione integrativa (sindacati firmatari) un vero e proprio ginepraio. È lecito chiedersi perché non si chieda all’IA – così tanto decantata – di redigere un testo unico? Non si vuole o la complessità è tale che la stessa IA non sarebbe in grado di provvedere?

Da notare che la disciplina normativa sul rapporto di lavoro spettante alla competenza delle parti negoziali resta un “pio desiderio” e rimane ferma al “combinato disposto” di più CCNL, l’ultimo dei quali (18/1/2024) è a dir poco pessimo per il personale ATA e segnatamente per i Direttori SGA che sono stati addirittura regrediti rispetto alla precedente disciplina in essere dal 1° settembre 2000.

Con i CCNL del 2022/2024 e 2025/2027 abbiamo avuto accordi esclusivamente (o quasi) sulla parte economica. Da qualche mese si è avviata la trattativa sugli aspetti normativi ma già dai primi approcci risulta evidente che sarà un percorso lungo e tortuoso, dagli esiti incerti. Nel frattempo il personale scolastico soffre per un trattamento economico inadeguato e una disciplina normativa peggiore rispetto agli altri Comparti (vedi buono mensa, mobilità intercompartimentale e compartimentale, lavoro agile, IA, etc… etc…).

Speriamo di essere smentiti dall’esito della trattativa in corso e facciamo appello all’ARAN e ai Sindacati di procedere a un radicale cambiamento, ovviamente migliorativo, dello status dei Direttori SGA e del loro trattamento economico. Una condizione migliore è auspicabile anche per gli Assistenti Amministrativi in considerazione del gravame lavorativo, enorme, che ha interessato e sta coinvolgendo le segreterie scolastiche da tanti anni.

 

Lì, 02.07.2026

IL PRESIDENTE

Giorgio Germani

P.S.: in allegato il testo del CCNL triennio 2025/2027 sottoscritta in via definitiva in data 1° luglio 2026.


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Categoria: News Data di creazione: 02/07/2026
Sottocategoria: Sindacali Ultima modifica: 02/07/2026
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