BUON LAVORO PRESIDENTE


Al neo eletto Presidente della Repubblica On. Prof. Sergio Mattarella rivolgiamo l'augurio di buon lavoro. Siamo certi che la sua limpida storia personale, professionale, politica e istituzionale costituisca la migliore garanzia per il corretto esercizio delle complesse e delicate funzioni di Capo dello Stato.

Da gente di scuola ci piace ricordare l'opera dell' On. Prof. Sergio Mattarella quale Ministro dell'Istruzione nel periodo luglio 1989/luglio 1990. In quell'anno si tenne la Conferenza Nazionale sulla Scuola ( fine gennaio/primi di febbraio 1990 ) e venne approvata e promulgata la legge di riforma dell'ordinamento della scuola elementare ( L. 148/1990 ).

 

Li, 02.02.2015     

  IL PRESIDENTE

Giorgio Germani


 

PROFILO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Sergio Mattarella

Figlio di Bernardo Mattarella, uno dei fondatori della Democrazia cristiana e vicesegretario nazionale del partito nel 1945 nonché ministro e più volte sottosegretario nei governi De Gasperi, Sergio Mattarella è fratello di Piersanti Mattarella, assassinato per mano della mafia nel 1980 durante la sua presidenza della regione Sicilia.

Negli anni del liceo Mattarella milita nel Movimento Studenti della Gioventù Maschile di Azione Cattolica, di cui  – dal 1961 al 1964 – è responsabile come delegato studenti di Roma, prima, e del Lazio, poi. Successivamente aderisce alla Federazione Universitaria Cattolica Italiana.

Si laurea nel 1964 in Giurisprudenza presso l’Università La Sapienza di Roma con una tesi sulla funzione dell’indirizzo politico ed intraprende la carriera dell’avvocatura in uno studio palermitano specializzato in diritto amministrativo. Unitamente svolge l’attività di assistente e, quindi, professore associato di diritto parlamentare presso l’Università di Palermo, fino ad ottenere la nomina ad ordinario di diritto costituzionale.

Dopo la morte del fratello accoglie l’invito del neo-segretario della Democrazia Cristiana, Ciriaco De Mita, e partecipa alle politiche del giugno 1983 guadagnandosi la carica di deputato nella circoscrizione della Sicilia occidentale.

Già adoperatosi affinché l’elezione del Comitato Regionale del partito avvenisse con liste contrapposte ed alla presenza di una soglia di sbarramento sì da fugare il rischio di infiltrazioni mafiose nel massimo organo regionale del partito, in veste di commissario straordinario (carica ricoperta dal 1984 al 1988) Mattarella è sostenitore della giunta comunale Orlando, la quale durante gli anni della primavera palermitana promuove la cultura della legalità contro l’imperversare della faida interna a Cosa Nostra.

Nel luglio 1987 è rieletto alla Camera ed ottiene la nomina di ministro dei rapporti con il Parlamento nei governi Goria e, successivamente alle dimissioni di quest’ultimo nel marzo 1988, De Mita.

Nel luglio 1989 è nominato Ministro della Pubblica Istruzione del sesto governo Andreotti ma, a distanza di un anno, rassegna le proprie dimissioni in segno di protesta contro l’approvazione della legge Mammì (c.d. legge Polaroid voluta da Craxi, Andreotti e Forlani), allineandosi all’ala di sinistra della DC per la quale la legge in parola di fatto legittima la posizione dominante del gruppo televisivo di Silvio Berlusconi.

Rimasto privo di incarichi, a partire dal dicembre 1990 è vicesegretario della DC sotto la segreteria di Arnaldo Forlani fino al 1992, quando viene rieletto alla Camera ed assume la direzione del quotidiano Il popolo, notoriamente organo del partito democristiano.

A seguito dell’inchiesta Tangentopoli e con la fine della prima repubblica, traghetta la DC verso il Partito Popolare Italiano, nelle cui liste è eletto nel 1994 e nel 1996. Sono questi gli anni dello scontro con la linea politica della segreteria di Rocco Buttiglione, il quale non nega l’eventualità di un’alleanza a destra.

Durante la XII Legislatura (governi Berlusconi e Dini) è relatore delle leggi di riforma del sistema elettorale di Camera e Senato, sulla scorta dei risultati del referendum dell’aprile 1993 essenzialmente ad appannaggio del criterio maggioritario. La legge Mattarella, altrimenti nota come Mattarellum, introduce il sistema a quota maggioritaria di Camera e Senato ma mantiene recupero proporzionale al Senato e quota proporzionale alla Camera. Essa sarà utilizzata per le elezioni politiche del 1994, del 1996 e del 2001.

Nel 1995 Mattarella prende parte all’esperienza politica dell’Ulivo, sostenendo la candidatura di Romano Prodi alla presidenza della nuova coalizione di centro-sinistra. Confermato alla Camera nel 1996, viene eletto capogruppo dei deputati popolari. Dal 1997 al 1998 fa parte dell'ufficio di presidenza della Commissione parlamentare per le riforme costituzionali presieduta da Massimo D'Alema.

Durante il primo governo D’Alema (ottobre 1998 – dicembre 1999) ricopre la carica di vicepresidente del Consiglio con delega in materia di servizi di sicurezza, per poi passare alla guida del Ministero della difesa nei successivi governi D’Alema II (dicembre 1999 – aprile 2000) e D’Amato II (aprile 200 – giugno 2001). In questa veste segue la partecipazione italiana all’intervento NATO in Kosovo e fornisce il proprio contributo all’abolizione del servizio di leva obbligatorio.

Nel 2001 Mattarella è rieletto alla Camera nelle liste della Margherita e, di seguito, nominato componente del Comitato per la Legislazione di cui occupa la vicepresidenza fino al 2002 e la presidenza fino 2003.

Si candida alle elezioni politiche del 2006 nella lista dell’Ulivo ed ottiene la sua settima carica di deputato. L’anno dopo è fra i fondatori del Partito Democratico ma, dopo lo scioglimento anticipato del secondo governo Prodi, esce di scena – ne è prospettata la nomina alla presidenza della RAI, la proposta però non convince il governo Berlusconi.

Nel 2011 l’elezione a giudice della Corte Costituzionale nella cui veste dichiara l’incostituzionalità del Porcellum, quella legge Calderoli che nel 2005 ha sostituito la legge elettorale dello stesso Mattarella.

Nel 2013 Pierluigi Bersani lo include nella rosa dei nomi per la Presidenza della Repubblica sottoposta a Silvio Berlusconi ma a lui si preferisce Franco Marini, che alla fine non viene eletto.


╗ Documenti allegati:
   Documento allegato ... QUI il comunicato
   Documento allegato ... QUI il profilo del Presidente della Repubblica


 
Categoria: Comunicati Data di creazione: 02/02/2015
Sottocategoria: Comunicati dalla presidenza Ultima modifica: 04/02/2015 11:17:26
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