Monitoraggio legislativo 23 - 27 gennaio 2016


Camera

 

Assemblea

 

Lunedì 23 gennaio

 

Discussione della mozione Airaudo ed altri n. 1-01451 concernente iniziative in relazione ai quesiti referendari in materia di Jobs Act.

 

Discussione sulle linee generali. Il Governo si riserva di intervenire successivamente. Il seguito della discussione è rinviato ad altra seduta.

 

Martedì 24 gennaio

 

Annunzio di proposte di legge.

 

4241 Gribaudo e Paris: « Modifiche al decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 23, concernenti la tutela dei lavoratori dipendenti in caso di licenziamento »

 

Mozioni

 

1-01488 « Ciprini, Cominardi, Lombardi, Chimienti, Dall’osso, Tripiedi, Cecconi ».

 

La Camera, premesso che: recentemente la Corte costituzionale si è espressa sull’ammissibilità di tre quesiti referendari in materia di lavoro e jobs act dichiarando ammissibili i quesiti concernenti rispettivamente l’abolizione dei voucher, e l’abrogazione delle disposizioni che limitano la responsabilità solidale delle imprese in caso di appalti.

 

Impegna il Governo:

1) ad assumere le iniziative di competenza al fine di fissare la data per il voto referendario entro i primi giorni utili previsti per legge in particolare il 23 aprile 2017;

2) ad adottare tutte le iniziative utili a tutelare i diritti della persona del lavoratore della sua libertà e dignità, della sua capacità e forza contrattuale, partendo da quelle volte all’abrogazione della legge n. 183 del 2014, cosiddetta « riforma del jobs act », anche alla luce delle criticità segnalate in premessa con riferimento al rispetto delle norme costituzionali, e specificamente dell’articolo 76 della Costituzione.

 

1-01489 « Pizzolante, Bosco ».

 

La Camera, premesso che: la Corte costituzionale in data 11 gennaio 2017, con due ordinanze ha dichiarato ammissibili i referendum costituzionali promossi dalla Cgil per l’abrogazione delle norme del Jobs Act in materia di voucher e di responsabilità solidale del committente e dell’appaltatore negli appalti pubblici. La Consulta ha ritenuto invece inammissibile il quesito volto ad abrogare la normativa in materia di licenziamenti illegittimi contenuta nell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori.

 

impegna il Governo:

1) a completare l’opera di monitoraggio, così come previsto dall’ultima normativa in materia di voucher, ed, a seguito della stessa azione di controllo già avviata e alla luce dei provvedimenti che sono all’attenzione del Parlamento, ad assumere una propria iniziativa tesa a contrastare forme distorsive dell’utilizzo di questi strumenti, senza però giungere alla loro messa in discussione, considerata la loro utilità;

2) a valutare l’opportunità di assumere iniziative per la revisione della disciplina in materia di responsabilità solidale negli appalti richiamata in premessa, tenuto conto dell’esigenza di evitare incertezze applicative.

 

1-01490 « Civati, Baldassarre, Artini, Bechis, Brignone, Andrea Maestri, Matarrelli, Pastorino, Segoni, Turco ».

 

La Camera, premesso che: la Corte costituzionale, con sentenze pronunciate l’11 gennaio 2017, ha ammesso due richieste di referendum abrogativi, relativi rispettivamente all’abrogazione di disposizioni limitative della responsabilità solidale in materia di appalti e all’abrogazione disposizioni sul lavoro accessorio (voucher).

 

impegna il Governo:

ad assumere le iniziative di competenza per fissare nella medesima domenica compresa tra il 15 aprile 2017 e il 15 giugno 2017 la data per lo svolgimento delle votazioni popolari relative ai referendum abrogativi ammessi dalla Corte costituzionale con le sentenze pronunciate l’11 gennaio 2017 e quella per lo svolgimento delle elezioni delle amministrazioni comunali e circoscrizionali che devono essere rinnovate nel 2017 ai sensi dell’articolo 1 della legge n. 182 del 1991.

 

1-01491 « Polverini, Occhiuto ».

 

La Camera, premesso che: la riforma del mercato del lavoro sostenuta e approvata dal Governo Renzi (contenuta nella legge delega n. 183 del 2014, il cosiddetto Jobs Act, e nei diversi decreti legislativi approvati) si è rivelata, per i presentatori del presente atto di indirizzo, fallimentare; gli stessi dati diffusi dall’Inps, negli ultimi mesi, certificano che la politica della « droga » delle decontribuzioni non ha funzionato.

 

impegna il Governo:

1) ad adottare ogni opportuna iniziativa volta a ripristinare sostanzialmente l’originario impianto normativo del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, per quanto attiene alla definizione dei voucher e al loro campo di applicazione, nonché alla puntuale individuazione delle tipologie di lavoratori ammessi allo svolgimento delle prestazioni di lavoro accessorio;

2) ad adottare opportune iniziative per offrire, a tutti i lavoratori che dichiarano la loro disponibilità ad effettuare prestazioni di lavoro accessorio, l’erogazione di una formazione di base in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro da parte dei servizi per l’impiego e degli enti accreditati;

3) nell’ambito di future iniziative normative in materia di lavoro, a rivedere gli strumenti di flessibilità, per evitare distorsioni nell’ambito applicativo della disciplina del lavoro accessorio, prevedendo forme di flessibilità anche alternative ai voucher, di maggiore tutela per i lavoratori.

 

Interrogazione

 

3-02728 Chimienti, Vacca, Luigi Gallo, Brescia, Simone Valente, D’uva, Marzana e Di Benedetto. Al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca.

 

Premesso che: l’anno scolastico 2016/2017, il primo in cui le disposizioni contenute nella legge 13 luglio 2015, n. 107, sono entrate a regime, viene definito dal dossier di « Tutto Scuola », pubblicato in data 12 gennaio 2017, come il più caotico di sempre, con un tasso di mobilità di docenti triplicato rispetto agli anni precedenti; nel 2016/2017 sono infatti 207 mila i docenti trasferiti, pari al 30 per cento dell’organico di ruolo complessivo degli insegnanti statali; di questi, in 60 mila hanno lasciato la cattedra vacante al Centro-Nord per rientrare al Centro-Sud, usufruendo dell’istituto dell’assegnazione provvisoria introdotto dal decreto legge 29 marzo 2016, n. 42, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 89 del 2016, con lo scopo di prorogare anche al 2016/2017 le disposizioni di cui all’articolo 1, comma 108, della legge 13 luglio 2015, n. 107; ad oggi, secondo le stime del dossier, sommando i 207 mila docenti trasferiti ai circa 50 mila docenti precari che annualmente prendono servizio in istituti scolastici diversi, risultano circa 257 mila gli insegnanti che hanno cambiato cattedra (il 200 per cento in più rispetto agli anni precedenti) e due milioni e mezzo gli studenti che hanno avuto uno o più insegnanti diversi rispetto all’anno precedente; la problematica si ripresenterà nell’anno scolastico 2017/2018, visti i contenuti dell’accordo sulla mobilità firmato dal Ministro interrogato con i sindacati in cui si prevedono deroghe da ogni vincolo di permanenza per tutti i docenti di ruolo, compresi quelli chiamati con incarico triennale dai dirigenti scolastici; l’avvicendamento annuale di docenti nelle istituzioni scolastiche inficia la continuità didattica e il successo formativo degli studenti, come dimostra uno studio del 2008 della Banca d’Italia intitolato « Educational choices and the selection process before and after compulsory schooling », che ha utilizzato fonti dell’Istat e del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, evidenziando come, a parità di condizioni, alla maggiore stabilità del personale docente corrisponda un minore numero di fallimenti scolastici.

 

Si chiede di sapere quale strategia a lungo termine e pluriennale intenda attuare il Ministro interrogato per arginare il caos verificatosi nell’ultimo anno scolastico, contemperando l’esigenza di garantire la continuità didattica degli studenti e il rispetto dei diritti dei lavoratori.

 

Mercoledì 25 gennaio

 

Mozioni Airaudo ed altri n. 1-01451, Simonetti ed altri n. 1-01481, Capezzone ed altri n. 1-01482, Ciprini ed altri n. 1-01488, Pizzolante e Bosco n. 1-01489, Civati ed altri n. 1-01490 e Polverini e Occhiuto n. 1- 01491 concernenti iniziative in relazione ai quesiti referendari in materia di Jobs Act.

 

Seguito della discussione e votazione. Sono stati approvati i paragrafi I, II e III della mozione n. 1-01482 (riformulata) Capezzone e altri, la n. 1-1489 Pizzolante e altri, la n. 1-1490 (riformulata) Civati e altri, i paragrafi I e II della n. 1-1491 (riformulata) Polverini (riformulata) e altri, la n. 1-1492 Rosato e altri e i paragrafi I e II della n-1493 (riformulata) Rizzetto e altri. Tutte le altre mozioni sono state respinte.

 

Interrogazioni a risposta immediata

 

Iniziative relative al fenomeno della mobilità dei docenti, al fine di contemperare l’esigenza di garantire la continuità didattica degli studenti e il rispetto dei diritti dei lavoratori – n. 3-02728.

 

Risposta della Ministra dell’Istruzione, dell’università e della ricerca Valeria Fedeli.

 

Grazie, signora Presidente. Onorevole Chimienti, la continuità didattica – è giusto affermarlo anche in quest’Aula – è assolutamente un valore per le studentesse e gli studenti; proprio per questo, è una priorità anche del Ministero e delle istituzioni scolastiche tutte. Tale esigenza deve essere perseguita tenendo anche in equilibrio, e quindi deve essere contemperata anche con i diritti di chi ci lavora dentro, quindi dei lavoratori, ad ottenere trasferimenti di sede sulla base di regole stabilite da leggi e da contratti di lavoro. In particolare, il tasso di mobilità da lei evidenziato, che, in realtà, è stato molto più contenuto rispetto ai numeri dichiarati, va valutato nell’eccezionale contesto che ha seguito la prima applicazione della legge n. 107, che ha offerto al mondo della scuola la disponibilità straordinaria di oltre 55 mila posti in più, quelli dell’organico per il potenziamento. Proprio per questo, il comma 108 della legge n. 107 ha consentito in via eccezionale a tutti i docenti, anche ai neoassunti, di far domanda di mobilità per l’anno scolastico 2016-2017; ciò in deroga al vincolo di permanenza triennale nella provincia e nell’incarico di prima assegnazione. La medesima legge ha messo a disposizione della mobilità tutti i posti in luogo del 50 per cento di prassi. Il risultato è stato che nel 2016-2017 sono state accolte circa 23 mila domande di mobilità volontaria interprovinciale. A queste si sono aggiunti i trasferimenti obbligatori dei docenti neoassunti che, al termine dell’anno di prova, hanno lasciato la sede provvisoria per raggiungere quella definitiva. Quest’ultima ha un numero elevato esclusivamente in virtù della straordinaria dimensione del piano assunzionale. In prospettiva futura, per ovviare all’alto numero di supplenti nominati sui posti dell’organico di fatto, i quali, per definizione, non possono garantire la continuità didattica, il Governo ha stanziato 400 milioni per consolidare questi posti nell’organico di diritto. Ciò significa poterli occupare con docenti di ruolo in funzione di una maggiore continuità didattica. La disponibilità di questo numero rilevante di posti rende ragionevole consentire a tutti, per il solo anno scolastico 2017-2018, di far domanda di mobilità seppure nella limitata misura del 40 per cento, in luogo del 100 per cento dello scorso anno e del 50 per cento di prassi. A partire dal prossimo anno scolastico, la continuità didattica verrà assicurata anche dall’applicazione delle disposizioni ordinarie in materia di assegnazioni provvisorie, venuto meno il regime transitorio di cui al richiamato comma 108, che valeva solo per l’anno scolastico 2016-2017, con la conseguenza che per l’anno scolastico 2017-2018 le assegnazioni provvisorie potranno essere richieste solo come già definite per alcune categorie di docenti.

 

Interrogazioni

 

5-10377 Crivellari — Al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca.

 

Premesso che: il decreto dell’ufficio scolastico regionale Veneto prot. n. 657 del 16 gennaio 2017 interessa la dotazione organica del personale del comparto Ministero assegnata all’ufficio scolastico per il Veneto dal decreto ministeriale n. 773 del 2015; il decreto ministeriale n. 773 del 2015 ha previsto una riduzione a 356 unità, pari a due terzi del personale; l’utilizzo di un solo criterio, riguardante il personale amministrato da ciascun ufficio, ha comportato una evidente sperequazione tra le varie sedi territoriali, penalizzando soprattutto le realtà provinciali più periferiche come Rovigo e Belluno; in particolare, con la riduzione del personale così delineata, Rovigo passerebbe da 43 a sole 15 unità, mentre Belluno da 42 a 15; appare necessaria una revisione del decreto che tenga conto di una riduzione proporzionale ed omogenea per tutti gli uffici territoriali.

 

Chiede di sapere se e in che modo il Ministro interrogato intenda intervenire per correggere una sostanziale sperequazione, che rischia di penalizzare maggiormente territori come le province di Rovigo e Belluno.

 

 

5-10399 Laffranco — Al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca.

 

Premesso che: la legge n. 107 del 2015, cosiddetta Buona scuola, ha previsto un piano straordinario di assunzioni dei docenti per gli anni scolastici 2015/2016 articolato in più fasi sulla base del quale la copertura dei posti di organico di diritto rimasti vacanti e disponibili dopo una prima tranche di assunzioni sarebbe stata effettuata esclusivamente tramite sistema informatico su posti risultanti disponibili per l’insegnamento interessato in qualsiasi provincia; la legge ha inoltre previsto, per l’anno scolastico 2016/2017, un piano straordinario di mobilità territoriale e professionale per tutti i posti vacanti e disponibili, rivolto ai docenti assunti a tempo indeterminato entro l’anno scolastico 2014/ 2015, in deroga al vincolo triennale di permanenza nella provincia; i docenti di sostegno umbri della scuola dell’infanzia e secondaria di secondo grado che hanno partecipato alla fase nazionale di assunzione straordinaria si sono trovati nella condizione per cui, dopo anni di precariato vicino casa, hanno dovuto accettare un ruolo in province del nord, nonostante l’elevata disponibilità di cattedre in organico di fatto nella provincia di provenienza, di molto superiore al numero dei docenti trasferiti; il trasferimento di questi docenti in sedi fuori regione ha determinato, tra l’altro, l’interruzione della continuità didattica, aspetto di fondamentale importanza per gli studenti con disabilità, causando disagi alle famiglie e a più di 300 alunni disabili i quali, non solo non hanno potuto proseguire con gli stessi insegnanti il percorso di crescita intrapreso nell’anno precedente, ma in alcuni casi hanno iniziato la scuola senza docenti di sostegno, e hanno subito un continuo cambio di insegnanti che in alcuni casi è durato fino alla fine del 2016; a Perugia, in seguito alla mancata copertura di tutti i posti sul sostegno è stata prevista, per questo anno, l’assegnazione provvisoria su questi posti di docenti assegnati fuori regione; inoltre, alcune cattedre sono state assegnate a docenti non specializzati; è importante tener conto del fatto che lavorare come insegnanti di sostegno significa anche collaborare a stretto contatto con il territorio, servizi, dottori ed educatori che hanno in carico i bambini che quei docenti seguono, al fine di poter costruire un percorso educativo comune e condiviso; il territorio umbro ha una richiesta di docenti di sostegno di gran lunga maggiore rispetto agli insegnanti specializzati presenti.

 

Chiede di sapere:

-        se non ritenga di dover adottare iniziative volte a sbloccare il vincolo triennale della mobilità e di prevedere la trasformazione dei posti dell’organico di fatto in organico di diritto affinché si possa giungere all’effettiva utilizzazione del personale presente sul territorio e delle sue potenzialità, al fine di garantire un miglior servizio scolastico organizzato secondo i principi di efficienza e di buona amministrazione e di garantire « la continuità del diritto allo studio degli alunni con disabilità, in modo da rendere possibile allo studente di fruire dello stesso insegnante di sostegno per l’intero ordine o grado di istruzione », come recita la stessa legge n. 107 del 2015, al comma 181, lettera c), punto 2, dell’articolo 1;

-        quali iniziative intenda assumere al fine di consentire a chi è stato assunto lontano ma ha ottenuto l’assegnazione provvisoria nella provincia di appartenenza, di rientrare stabilmente nella provincia di assegnazione provvisoria, trasformando il posto occupato attualmente facente parte dell’organico di fatto in un posto convogliante nell’organico di diritto.

 

VII Commissione Scienza, Cultura e Istruzione e XI Commissione Affari sociali

 

Mercoledì 25 gennaio

 

Schema di decreto legislativo recante riordino, adeguamento e semplificazione del sistema di formazione iniziale e di accesso nei ruoli di docente nella scuola secondaria per renderlo funzionale alla valorizzazione sociale e culturale della professione. Atto n. 377.

 

Esame e rinvio.

 

 

VII Commissione Scienza, Cultura e Istruzione e 7ª Istruzione pubblica, beni culturali

 

Giovedì 26 gennaio

 

Audizione della Ministra dell’Istruzione, dell’università e della ricerca, Valeria Fedeli, sulle linee programmatiche del suo dicastero.

 

La Ministra ha dichiarato che a breve partirà l’iter per il concorso per direttori dei servizi generali ed amministrativi. In questo modo lo Stato torna così ad investire in questo ruolo, avendo ben presente l’importanza della disponibilità di un dsga titolare nelle scuole. Il futuro corso-concorso per dirigenti scolastici, di cui è prossimo il bando, oltre a dare un’occasione per una progressione di carriera a quei docenti che siano interessati ad un nuovo ruolo, consentirà di riportare alla normalità i carichi di lavoro dei colleghi già in servizio. Solo col concorso si potrà infatti risolvere l’annoso problema delle numerose reggenze.

 

Senato

 

Assemblea

 

Mercoledì 25 gennaio

 

Mozioni

 

1-00715 Petraglia, Bocchino, De Petris, Barozzino, Cervellini, De Cristofaro, Campanella, Mineo.

 

Il Senato,

premesso che:

il concorso pubblico rimane il sistema di reclutamento più trasparente e democratico, mentre la chiamata diretta degli insegnanti, prevista dalla legge 13 luglio 2015, n. 107, da parte del dirigente scolastico lede il principio costituzionale della libertà di insegnamento e non è garanzia della sua qualità;

il piano straordinario di assunzioni contenuto nella legge non ha risolto il problema del precariato storico, lasciando insoluto il dramma dei docenti della seconda fascia, dove sono collocati docenti abilitati, attraverso percorsi TFA (tirocini formativi attivi) e PAS (percorsi abilitanti speciali), con tanti anni di servizio, anche in materie come matematica per la scuola superiore di primo grado o il sostegno, assenti nelle graduatorie ad esaurimento;

sono migliaia i docenti in terza fascia d'istituto che hanno garantito in questi anni il funzionamento delle scuole, soprattutto di quei territori dove vi è una carenza consistente di personale abilitato;

considerato che:

il concorso del 2015 è stato bandito senza che fossero prima state completamente vuotate le graduatorie ad esaurimento e senza aver dato risposta agli attuali abilitati di seconda fascia;

il comma 132 dell'art. 1 della legge stanzia 10 milioni di euro, e depone per una previsione di sentenze favorevoli ai ricorrenti che in realtà ricorreranno non solo per il risarcimento ma anche e soprattutto per la stabilizzazione e la ricostruzione della carriera;

migliaia di cattedre sono risultate non coperte per un lungo periodo anche a causa delle assegnazioni provvisorie terminate in alcuni casi a dicembre 2016;

ritenuto che:

ad oggi, si parla di 21.000 cattedre non coperte da personale a tempo indeterminato, ed è contradditorio pensare che i docenti chiamati a ricoprirle sono gli stessi giudicati non all'altezza di un posto di ruolo dall'ultimo concorso. Lo Stato, dunque, si serve del contributo di professionisti che hanno i titoli, che a norma di legge possono entrare in aula, spiegare, interrogare, esaminare, ma non riconosce loro il diritto alla stabilità;

a parere dei presentatori di questo atto di indirizzo, al fine di garantire la continuità e la stabilità dei docenti di sostegno consentendo l'innalzamento dei livelli essenziali delle prestazioni, andrebbe inserito l'allineamento tra l'organico di diritto e l'organico di fatto, circa 30.000 posti in deroga ogni anno, così come teorizzato dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca,

 

impegna il Governo:

1) a trovare prima una soluzione definitiva, come un concorso riservato per soli titoli, che agisca in modo pluriennale per tutti coloro che sono abilitati e siano in possesso dei requisiti per la stabilizzazione, così come stabilito dalla giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea;

2) a rendere possibile l'accesso ai contratti a tempo indeterminato ai docenti della seconda fascia di istituto là dove le discipline non hanno più aspiranti nelle graduatorie ad esaurimento;

3) ad applicare comunque la direttiva europea nei processi di stabilizzazione, prima di procedere a un nuovo concorso;

4) a modificare il comma 131 che dispone il limite dei 36 mesi (anche non continuativi) per la durata dei contratti di lavoro a tempo determinato, stipulati a decorrere dal 1° settembre 2016, del personale docente, educativo, amministrativo, tecnico e ausiliario per la copertura di posti vacanti e disponibili, prevedendo che il fondo di cui al comma 132, pari a 10 milioni di euro, venga utilizzato ai fini della stabilizzazione di quanti hanno maturato il diritto previsto dalla sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea;

5) ad indire un nuovo ciclo di TFA o PAS, necessario ai docenti delle terze fasce di istituto per non essere esclusi dal prossimo concorso, a cui si può accedere solo se abilitati;

6) ad attivarsi altresì al fine di velocizzare il nuovo ciclo di specializzazione sul sostegno, già annunciato a dicembre 2016, vista la carenza di docenti specializzati e l'ampio ricorso nelle supplenze a docenti senza titolo;

7) a provvedere all'inserimento nelle graduatorie ad esaurimento dei diplomati magistrali con titolo conseguito entro l'anno scolastico 2001/2002 , per dar seguito a un diritto riconosciuto dal Consiglio di Stato, ma soprattutto per garantire la continuità didattica, lesa dal continuo cambio di insegnanti, dovuto al balletto delle ordinanze, sfalsate nei tempi.

 

 

 

 

 

1-00716 BocchinoPetragliaDe PetrisCampanellaBarozzinoCervelliniDe CristofaroMineo

 

Il Senato,

premesso che:

la legge 13 luglio 2015, n. 107, ha previsto un piano straordinario di immissioni in ruolo estremamente articolato e complesso, che ha comportato una stratificazione di situazioni, talvolta in antitesi tra categorie di docenti;

delle 103.000 assunzioni promesse dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca ne sono state effettuate 87.600 e le supplenze annuali nell'anno scolastico 2015/2016 sono state poco più di 100.000. L'anno precedente sono state 118.000. C'è stato quindi solo un lieve calo;

nonostante le pubbliche e reiterate rassicurazioni del Ministero in merito al corretto avvio dell'anno scolastico 2016/2017, si sono verificati tali e tanti malfunzionamenti, intoppi e problemi che, ad oggi, moltissime cattedre curricolari e sul sostegno risultano scoperte, con gravissimo nocumento degli studenti e del loro diritto allo studio;

appare indispensabile ed urgentissimo intervenire, dato che il fenomeno del precariato risulta particolarmente diffuso in ambito scolastico e risulta avere un'incidenza negativa non solo sulla condizione di incertezza lavorativa ed economica del personale scolastico, ma anche sulla continuità didattica e sulla qualità dell'insegnamento, che risultano fortemente penalizzate;

con la riforma della "Buona scuola" l'Italia non sembra neanche lontanamente riuscire a colmare l'enorme divario formativo col resto d'Europa: sarebbero necessarie risorse certe e adeguate, ed invece si tenta di supplire all'insufficienza degli investimenti pubblici con le "sponsorizzazioni" e con la concessione di crediti d'imposta a cittadini ed imprese per donazioni alle scuole. In questo modo, l'intervento dei privati, anche con l'utilizzo della prassi, a giudizio dei proponenti odiosa, della richiesta del versamento del contributo volontario ai genitori, dovrebbe sostituirsi alla scarsità degli investimenti dello Stato, con il rischio di creare e accrescere le forti diseguaglianze tra scuole di aree economico-sociali diverse;

considerato che:

la " Buona scuola" sembra oggi, a quasi un anno di distanza dalla sua approvazione, un "cantiere" per molti versi ancora aperto: il piano straordinario di assunzioni, motivato dalla sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea e non da una sensibilità politica, non è sufficiente a coprire le carenze di organico del personale docente, mentre nulla è stato fatto sul versante del personale amministrativo, tecnico ed ausiliario che pure ricopre un ruolo fondamentale nel corretto funzionamento dell'istituzione scolastica;

tra i tanti mali che attanagliano la scuola sicuramente quello maggiormente riprovevole è la mancata copertura delle ore di sostegno per gli alunni e le alunne disabili: i docenti di sostegno sono pochi, le nomine sono tardive e non di rado riguardano docenti non specializzati, che in questo caso risultano molto utili al Ministero, le risorse assegnate sono insufficienti;

molte famiglie si organizzano in comitati o prospettano azioni di denuncia per interruzione di pubblico servizio. Non manca nemmeno, purtroppo, chi sceglie di lasciare il proprio figlio a casa, in attesa dell'arrivo dell'insegnante di sostegno. Tutto ciò lede, ovviamente, un costruttivo, proficuo e realistico progetto di inclusione scolastica;

considerato inoltre che:

a seguito del piano assunzionale straordinario contenuto nella legge n. 107, 45.000 docenti rimasti in graduatoria ad esaurimento hanno subito diversi danni, innanzitutto da una legge che ha derogato alla quota del 50 per cento dei posti da mettere a disposizione per i nuovi ruoli, poi da una previsione normativa, che, derogando i vincoli sulle assegnazioni provvisorie, ha minimizzato per loro la possibilità di ottenere un incarico annuale per via della saturazione dei posti in organico di fatto, in particolare per i precari del Sud;

il meccanismo ulteriore della mobilità messo in atto dal Ministero ha prodotto come diretta conseguenza lo svuotamento delle scuole del Nord rimaste a metà novembre con innumerevoli problemi di organizzazione del servizio scolastico. La sola città di Milano ha circa 2.200 cattedre vacanti senza insegnanti e ad oggi si cercano ancora docenti senza titolo specifico, soprattutto per il sostegno, ovvero per gli alunni che, paradossalmente più di altri, avrebbero bisogno di essere seguiti da personale formato ad hoc;

ritenuto che:

il piano assunzionale ha ignorato i docenti precari delle seconde fasce d'istituto che, pur essendo abilitati e utilizzati per lungo tempo all'interno delle scuole per le supplenze, non hanno potuto prendere parte al piano assunzionale, rimanendo di fatto in un limbo lavorativo;

il concorso bandito e previsto dal comma 114 dell'art. 1 della legge ha ulteriormente peggiorato la situazione dei precari del Sud, in quanto, dei posti banditi, sono stati immessi in ruolo percentuali risibili di docenti (in Sicilia l'1,7 per cento), in quanto anche in questo caso i posti sono stati occupati dalla mobilità e di fatto sfumati, sia per i vincitori sia per i precari delle GAE, che invece sarebbero potuti essere immessi secondo il meccanismo del doppio canale,

 

impegna il Governo:

1) ad avviare nella scuola un piano straordinario di assunzioni, che trasformi un congruo numero di posti dell'organico di fatto in organico di diritto. Tale congruo numero deve essere calcolato sulla media dei posti dell'organico di fatto degli ultimi 3 anni scolastici. Il suddetto piano riguarda tutti i precari che lavorano da anni nella scuola, gli educatori e il personale ATA, attuato prioritariamente grazie allo scorrimento di tutte le graduatorie ad esaurimento;

2) a stabilire che la dotazione organica di diritto degli insegnanti di sostegno per il prossimo anno scolastico sia il 100 per cento del posti di sostegno attivati nel corrente anno scolastico.

 

Interrogazioni, da svolgere in Commissione

 

A norma dell'articolo 147 del Regolamento, l’interrogazione n. 3-03431, della senatrice Serra ed altri, sull'esclusione dei docenti-educatori dal piano straordinario di assunzioni previsto dalla legge n. 107 del 2015 sarà svolte presso 7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport).

 

 


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Categoria: Lavori parlamentari Data di creazione: 27/01/2017
Sottocategoria: Monitoraggio legislativo Ultima modifica: 27/01/2017
Permalink: Monitoraggio legislativo 23 - 27 gennaio 2016 Tag: Monitoraggio legislativo 23 - 27 gennaio 2016
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