VERSO IL RINNOVO CONTRATTUALE DEL TRIENNIO 2016/2018 NEL COMPARTO ISTRUZIONE E RICERCA


DOCUMENTO BREVE DI ANALISI E PROPOSTE

Dopo troppi anni di blocco della contrattazione  collettiva nel pubblico impiego , si è aperta la stagione contrattuale del triennio 2016/2018 nel mutato scenario dei nuovi comparti ed aree di contrattazione ( vedi  CCNQ del 13 luglio 2016).

Il rinnovo del CCNL del nuovo comparto istruzione e ricerca – come pure quello di altri comparti e delle aree -  dovrebbe tenere in considerazione esigenze di armonizzazione col settore privato e  nei diversi ambiti del pubblico impiego.

Queste in modo schematico, a nostro avviso, le esigenze:

 

1)    Armonizzazione con istituti retributivi (e non solo) del settore privato:

  • Introduzione della 14ª mensilità;
  • Introduzione della decontribuzione sui compensi accessori legati alla produttività;
  • Possibilità di anticipo del TFS/TFR e termini di pagamento degli stessi trattamenti.

 

2)    Armonizzazioni nell’ambito del pubblico impiego contrattualizzato:

  • a parità di funzioni e responsabilità identiche retribuzioni (fondamentali ed accessorie). Per fare un esempio concreto la retribuzione del DSGA nelle scuole dovrebbe essere equiparata a quella del Direttore Amministrativo di Accademie e Conservatori;
  • riconoscimento del buono mensa a tutti i dipendenti quando questi svolgono attività in orario antimeridiano e pomeridiano;
  • disciplina comune per le conciliazioni (o determinazioni concordate delle sanzioni, “patteggiamento”) nei procedimenti disciplinari;
  • disciplina comune per i tempi minimi di svolgimento delle trattative a livello decentrato, prima dell’emanazione dell’atto unilaterale di parte datoriale;
  • cessione delle ferie;
  • misure di conciliazione, dei tempi di vita e di lavoro (lavoro agile);
  • mobilità fra comparti;
  • riconoscimento del nuovo status delle unioni civili, per eventi luttuosi e “matrimoni”.

 

Inoltre, sussistono questioni specifiche riguardanti il settore delle Istituzioni Scolastiche ed Educative, da affrontare in  parti speciali o sezioni e/o distinta disciplina, le seguenti:

  • revisione di tutti i profili professionali del personale ATA per  una adeguata valorizzazione degli stessi, coerente con le prestazioni che già rendono di fatto;
  • per il Direttore SGA occorre rendere effettiva la condizione di “Capo” del Personale ATA e specificare chiaramente gli ambiti di esclusiva competenza, nonché le relazioni/rapporti con il Dirigente Scolastico.
  • Sempre per il DSGA si deve riproporre il tema dell’inquadramento retributivo (ricostruzione e non temporizzazione) dal 1° settembre 2000. Occorre trovare una soluzione che sani l’ingiustizia patita da migliaia di Direttori SGA;
  • superamento della regola sulle scuole sottodimensionate alle quali non si può applicare in via esclusiva un DS e un DSGA. La reggenza per i DS e l’assegnazione ad una seconda scuola al DSGA rappresentano obiettivamente condizioni di criticità per il corretto funzionamento delle II.SS. e II.EE.. Ove la condizione delle scuole sottodimensionate dovesse permanere, deve essere fissata in modo adeguato l’indennità mensile spettante ai DSGA nella misura di almeno 500,00 euro a valere come trattamento fondamentale;
  • per gli Assistenti Amministrativi il profilo va riscritto integralmente, rendendolo coerente con le sempre più complesse e delicate attività richieste agli uffici di segreteria. In sostanza all’Assistente Amministrativo va riconosciuta la condizione di “impiegato di concetto”. Le posizioni economiche conseguite (e quelle che lo saranno in futuro) debbono diventare anche “posizioni organizzative” e prevedere espressamente l’esercizio di ulteriori mansioni, ivi compresa quella di sostituzione del DSGA come condizione obbligata. Almeno una delle posizioni organizzative deve assumere la condizione che il vigente CCNL del comparto scuola riconosce all’area C (Coordinatore Amministrativo, profilo professionale  previsto e mai effettivamente introdotto);
  • superamento dei contratti di CO.CO.CO. nelle segreterie scolastiche: una tipologia di rapporto di lavoro para-subordinato non confacente alle prestazioni richieste in un ufficio amministrativo;
  • per l’Assistente Amministrativo che sostituisce il DSGA deve essere ripristinata l’indennità di funzioni superiori in rapporto al differenziale tra la posizione stipendiale iniziale del DSGA e la posizione stipendiale iniziale dell’AA, maggiorata (se esistente) del quantum della posizione economica poiché quest’ultima costituisce elemento del trattamento economico fondamentale;
  • per i restanti profili professionali del personale ATA, strettamente legati allo svolgimento delle attività didattiche, occorre prevedere che nei periodi di sospensione delle citate attività , gli stessi vengano utilizzati nell’ambito dei servizi amministrativi, per i quali non vi è mai riduzione dei carichi di lavoro;
  • bisogna disciplinare e facilitare la mobilità all’interno del comparto nei diversi settori (Scuola, AFAM, Università, Enti Pubblici di Ricerca). Allo scopo, ma anche per la mobilità intercompartimentale, vanno riviste le tabelle di corrispondenza  per le diverse categorie di personale. Quelle attuali definite dalla Funzione Pubblica non sono soddisfacenti;
  • vanno riviste tutte le tabelle relative al trattamento retributivo del personale ATA:
    • per il compenso individuale accessorio (CIA) la misura mensile dovrebbe essere aumentata del 25%;
    • per l’indennità di direzione dei DSGA la quota base va maggiorata del 25%, così come vanno rivalutate – della stessa percentuale - le diverse voci della stessa indennità, parte variabile. Potrebbe essere utile una riscrittura delle voci attualmente previste dal vigente CCNL, per un adeguamento alle novità introdotte (vedi ad esempio l’obbligatorietà dell’alternanza scuola lavoro e l’introduzione dell’organico dell’autonomia per i docenti);
    • per le prestazioni eccedenti l’orario d’obbligo (il lavoro straordinario) le attuali misure orarie dovrebbero essere rivoltate con un incremento del 25%. Relativamente al Direttore SGA le prestazioni orarie aggiuntive dovrebbero essere equiparate alle ore aggiuntive di insegnamento dei docenti (E 35/50 su base oraria).

Il presente documento, con riserva di integrazioni, viene inviato al Ministro della Pubblica Amministrazione e Semplificazione (On. Marianna Madia), al Ministro dell’Economia e delle Finanze (Prof. Pier Carlo Padoan), al Ministro dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca (Sen. Valeria Fedeli) e al Presidente dell’ARAN (Dr. Sergio Gasparrini).

 

Lì, 06.09.2017

IL PRESIDENTE

Giorgio Germani


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Categoria: Approfondimenti Data di creazione: 06/09/2017
Sottocategoria: Sottocategoria n. 1 Ultima modifica: 07/09/2017 15:54:50
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Autore: GIORGIO GERMANI Pagina letta 1269 volte

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